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La caccia all’oro bianco

Foto di Christopher Pillitz

L’autunno offre doni gastronomici in abbondanza ma nessuno è sfizioso come il tesoro che si nasconde esclusivamente nelle zone più remote del Nord Italia, il tartufo bianco. Questo “diamante dei boschi”, che nasce vicino alle radici degli alberi, raggiunge il suo massimo splendore da fine settembre a dicembre.

La caccia al tartufo bianco è una vera e propria favola, ambientata nei nebbiosi boschi incantati del Piemonte. L’eroe è un cane dotato di olfatto magico, trattato con amore dal padrone e addestrato a scovare l’oro bianco nascosto nelle viscere della terra.

Nonostante l’ostacolo rappresentato dalla diminuzione della disponibilità, che lo rende quasi impossibile da reperire, la perseveranza dà sempre buoni frutti. “In quanto esseri umani, non saremo mai in grado di replicarlo” afferma lo chef Jacopo Falai, direttore culinario dell’SA Hospitality Group, “la ricerca del tartufo è un’avventura straordinaria”.

Questo prezioso ingrediente viene affettato delicatamente sulla pasta e su altre prelibatezze e vede compiersi il suo destino quando può offrire tutta la fragranza dell’aroma dovuto alle sue origini. “L’aroma è muschiato, molto terroso, pungente e deliziosamente fuori dal comune”: così ne parla Falai.

Si conserva correttamente dentro una scatola a chiusura ermetica, avvolto in diversi strati di carta e paglia.

Il tartufo bianco, compreso quello, più raro, di Alba, viene consegnato ogni giorno in tutti ristoranti Sant Ambroeus.

Lasciati sedurre dal suo fascino concedendoti il nostro speciale menu stagionale a base di piatti come tagliatelle il burro e tartufo bianco e scaloppine ai porcini.

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